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Gennaro SCOTTI
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Gennaro Scotti, quando si cammina per Venezia per fotografarla, spesso ci si dimentica del mondo contemporaneo. Cerchi di avvicinare due temporalità grazie ai collage digitali?

l collage digitale è più una conseguenza del mio bisogno di libertà. Quando parlo di libertà, intendo quella sensazione che mi accompagna quando vado alla scoperta di uno spazio urbano. Questi momenti sono per me una vera meditazione. In questo senso, Venezia è una delle città in cui ci si distacca maggiormente dalla nostra contemporaneità. È molto toccante per me quando mi rendo conto che due momenti si incontrano, infatti non ho l’impressione di essere io a avvicinare due temporalità, ma piuttosto che esse si incontrino come un’evidenza. È qualcosa che mi affascina, questi punti di contatto che si creano, queste vibrazioni che percepisco quando cammino e mi perdo in questi luoghi improntati da un passato onnipresente.

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L’espressione “un mondo da cartolina” serve a designare una vita ideale. Cosa ti attrae di queste immagini antiche?

Quando il mio sguardo si posa su alcune immagini datate, non posso fare a meno di interrogarmi sull’atmosfera di quel momento congelato da così tanto tempo. Mi piace incrociare lo sguardo di queste persone, scrutare le loro espressioni, immaginare le loro vite, mi piacciono queste testimonianze di ciò che è stato, ma senza alcuna nostalgia, con molta benevolenza. Attratto da una conversazione che sembra prendere forma.

 

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Venezia è la prima tappa del tuo progetto. Svilupperai il tuo lavoro di creazione digitale in altre città?

Effettivamente, sono aperto a nuovi incontri. Venezia mi ha accolto con tanta convinzione che spero sarà lo stesso per le prossime. Attualmente, Bologna è la città che occupa la mia attenzione e mi rendo conto che sarà così diversa, questo mi stimola e mi spinge… Mi sembra che questo progetto potrebbe dare luogo a incontri diversi da quelli urbani, altri argomenti sono in gestazione, è un po’ come se ogni incontro aprisse una nuova vita.

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Ti piace il palcoscenico, fotografi la danza, il jazz, i concerti. Presto inizierà la stagione dei festival e degli eventi all’aperto per te?

Sono ormai 10 anni che ho messo piede nella realtà del lavoro autonomo e intermittente nel settore dell’immagine. La bella stagione è alle porte, gli incarichi nel mondo culturale riprenderanno e ne sono sempre molto felice. Che fortuna poter lavorare in questo ambiente, grazie ad alcune persone che, per ora, continuano a investire parte del loro budget per conservare la migliore immagine possibile di tutta questa energia positiva. Sono profondamente convinto che la scoperta di un’immagine, proprio come la musica, sia sempre un’occasione per proiettarsi verso un futuro migliore.